Arcturus Mengsk è il cattivo politico del classico StarCraft: un rivoluzionario che rovescia una tirannia e al suo posto ne costruisce una ancora più fredda. È affascinante in diretta e spietato nella sala di guerra.
Mengsk guida i Sons of Korhal contro la Confederazione, reclutando idealisti come Raynor e Kerrigan con discorsi sulla giustizia. Per un po' la causa sembra giusta. Poi arriva Tarsonis, e Mengsk rivela il prezzo della sua ambizione: usa emettitori psionici per attirare gli Zerg e abbandona Kerrigan alla morte.
Quella decisione lo definisce. Raynor non la perdona mai. Kerrigan non la dimentica mai. Mengsk si limita a incoronarsi imperatore del nuovo Terran Dominion e tratta la storia come un discorso da poter riscrivere.
In Brood War resta un politico sopravvissuto: braccato, salvato, oggetto di trattative e mai davvero redento. Le missioni intorno a Korhal ed Emperor's Fall mostrano quanto il suo regime sia centrale nel caos del settore, anche quando lui non è sullo schermo.
Mengsk resiste nel tempo perché sembra realistico. Non è un mostro di un'altra specie: è un leader umano che trasforma la speranza in un'arma. In un universo di apocalisse aliena, questo lo rende odiato come nessun altro.
Se vuoi la spina dorsale morale della campagna Terran, osserva Mengsk da Revolution a New Gettysburg e The Hammer Falls: è l'imperatore da cui StarCraft ti mette in guardia.
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